Il peggior perdente di Las Vegas
Pochi giorni fa, il Wall Street Journal ha riportato l’affascinante ed appassionante storia di Terrance Watanabe, che quest’anno ha accumulato un debito di gioco pari a $127 milioni, a quanto pare la più grande serie negativa nella storia di Las Vegas.
Il casinò Harrah’s sostiene che il signor Watanabe deve ancora pagare $14,7 milioni, oltre ai $112 milioni che l’uomo ha già sborsato. Watanabe, dal canto suo, insiste che il casinò gli ha somministrato, per un lungo periodo di tempo, drink mescolati con farmaci antidolorifici (cioé contro dolori da perdita??).
Secondo quanto emerge dal dossier depositato in tribunale e dai resoconti degli impiegati, il signor Watanabe ha alloggiato gratis in una suite da tre camere al Caesars, aveva un suo barista personale, beveva un marchio speciale di vodka, la “Jewel of Russia”, ed era costantemente circondato da assistenti che provvedevano a soddisfare ogni suo bisogno (non addentriamoci + di tanto…), come ad esempio pasti da sette portate preparati dal ristorante del casinò “Bradley Ogden”, e servitigli mentre giocava.
Jan Jones, vice presidente senior per le comunicazioni e la gestione delle relazioni della Harrah’s, ha affermato che “Quando era possibile, abbiamo soddisfatto tutte le sue richieste”. Chissà? Forse il signor Watanabe ha ragione. Ma sarei scioccato dallo scoprire che i casinò offrono drink gratuiti ai propri clienti per indurli a prendere decisioni sbagliate mentre giocano! Magari potrebbero anche togliere le finestre e gli orologi dalle sale, in modo da non farvi sapere che ore sono, e farvi rimanere lì per 36 ore consecutive! Ma non scherziamo, dai!
Seriamente, in questo momento provo poca simpatia per l’imputato. Un manager che lavora per Watanabe, Kristian Kunder, ha ammesso che il suo capo “era considerato un giocatore della casa, perché preferiva giocare a slot e roulette che sono considerati giochi a favore della casa, dato che hanno probabilità di vincita terribili per i giocatori… E anche quando giocava a blackjack faceva diventare quel gioco favorevole più al banco che a lui stesso. Prendeva decisioni pessime al tavolo del blackjack.”
Non importa quanto ubriaco o drogato tu sia, se dividi una coppia di Re, fai un’assicurazione (insurance per chi gioca a blackjack), prendi carta con una mano che vale 14 quando il dealer ha un 6, o non dividi una coppia di assi…se perdi te lo sei meritato! (Il signor Watanabe dovrebbe ritenersi fortunato! In passato i casinò risolvevano in modo diverso i problemi di questo tipo, e non c’era di mezzo un tribunale).
Quando i casinò online saranno legali all’interno degli Stati Uniti, Las Vegas inizierà rapidamente a competere con gli operatori stranieri. Alcuni dicono che alla fine Las Vegas conquisterà il mercato, ma si pensa che questo sarà un compito facile allora ci si sbaglia di grosso. Gli operatori dei casinò online offshore possiedono anni di esperienza nel mondo dei giochi online e sanno perfettamente che cosa funziona o meno, per i giocatori online. Gli operatori offshore inoltre pagheranno tariffe per le licenze e tasse di molto inferiori a quelle previste per gli operatori con sede negli Stati Uniti. Inoltre potranno avere il vantaggio di possedere nomi e marchi conosciuti già da anni nel mercato delle scommesse online.
Con l’economia che attraversa uno dei periodi più difficili degli ultimi decenni, e le numerose società che stanno affrontando disastri finanziari, il bisogno più urgente è quello di creare accordi e joint venture che possano aiutare a superare questa situazione critica.
Il secondo concorso annuale di Miss Sunset Tan (Miss Abbronzatura del Tramonto) ha avuto luogo alla fine di luglio presso il Palms Casino Resort di Las Vegas. L’evento ha visto ben 40 partecipanti selezionate tra le bellezze della contea, che si sono date battaglia per conquistare l’ambito titolo di Miss Sunset Tan 2009. Ha avuto la meglio la ventottenne Hillary Fisher, una splendida pasticcera che proviene da Charleston.